Ultimo aggiornamento: 6 settembre 2026.
La terza giornata di Serie A si è decisa negli ultimi quindici minuti di due partite diverse, e le due squadre che ci sono passate dentro ne sono uscite in modo esattamente opposto.
All’Olimpico la Roma era sotto di un gol e ha vinto con due reti arrivate al novantesimo e al novantatreesimo. A San Siro il Napoli era avanti di due gol e ha perso. Lo stesso quarto d’ora, la stessa capacità di reggere o non reggere la pressione, e due classifiche che da ieri raccontano storie diverse.
Va detto subito, perché in queste ore si legge il contrario: il Napoli non ha fatto una rimonta. L’ha subita.
In breve
- Roma-Atalanta 2-1: Ederson al 47′, poi Hermoso al 90′ e Soulé al 93′. Gasperini vince nel recupero contro la sua ex squadra e contro Sarri.
- Inter-Napoli 3-2: Politano al 50′ e Hojlund al 53′ per il 2-0 azzurro, poi Lautaro al 56′, Thuram all’83’ e ancora Lautaro in pieno recupero.
- Inter e Roma a punteggio pieno, nove punti in tre partite.
- Il Napoli resta a tre punti: una vittoria e due sconfitte consecutive.
Roma-Atalanta 2-1: vinta dove si vincono le partite
L’Atalanta era passata in vantaggio al 47′ con Ederson, e per quaranta minuti la partita ha avuto la forma che i bergamaschi volevano.
Poi il finale. Al 90′ Mario Hermoso ha pareggiato, al 93′ Matias Soulé ha vinto la partita. Due gol in tre minuti, dopo ottantanove minuti in cui la Roma non aveva trovato il modo.
Il contorno vale quanto il risultato. Gian Piero Gasperini ha battuto nel recupero la squadra che ha allenato per nove anni, e lo ha fatto contro Maurizio Sarri, cioè contro l’uomo che ha preso il suo posto a Bergamo. Se esiste una partita che un allenatore vuole vincere per ragioni che non stanno in classifica, era questa.
Ma la cosa da segnare è un’altra, e riguarda la squadra. Nella nostra guida a questa stagione avevamo scritto che la Roma era la squadra che più assomigliava a un progetto triennale. Tre giornate dopo è a punteggio pieno, e ha vinto due partite su tre nell’ultimo quarto d’ora. Le squadre che segnano al 93′ non sono squadre fortunate: sono squadre che ci arrivano credendo di poterlo fare, che è una cosa che si costruisce in allenamento e non al bar.
Inter-Napoli 3-2: due gol di vantaggio buttati in mezz’ora
A San Siro il copione è stato l’inverso, e per il Napoli è la serata peggiore di questo inizio di stagione.
L’inizio della ripresa era stato perfetto: Politano al 50′, Hojlund al 53′, 2-0 in tre minuti in casa dei campioni d’Italia. Con un vantaggio così, a metà secondo tempo, una squadra allenata da Massimiliano Allegri dovrebbe fare esattamente una cosa: chiudere la partita a chiave.
Ha fatto il contrario. Lautaro Martinez ha accorciato al 56′, tre minuti dopo il 2-0. Thuram ha pareggiato all’83’. Lautaro ha vinto la partita in pieno recupero, con la doppietta che ha completato il ribaltone e ha portato l’Inter a punteggio pieno.
Trentaquattro minuti per passare dal 2-0 al 2-2, poi il colpo finale. Nel mezzo, secondo le cronache, il Napoli ha anche avuto le occasioni per il 2-3 prima del gol decisivo. Il che rende la serata peggiore, non migliore: non è stata una squadra travolta, è stata una squadra che ha smesso di gestire.
Le due facce dello stesso quarto d’ora
Qui sta il punto, e non è una questione di episodi.
Nel calcio moderno, con cinque sostituzioni e il recupero che si allunga oltre i cinque minuti, l’ultimo quarto d’ora è diventato il momento in cui si assegna la maggior parte dei punti. Non è un dettaglio caratteriale, è una competenza tecnica: chi entra, come si difende un vantaggio, dove si va a prendere il gol quando serve.
La Roma quel quarto d’ora lo sta vincendo. Il Napoli, nelle ultime due partite, lo sta perdendo: contro il Como ha preso il gol decisivo nella mezz’ora centrale e non ha più rimediato, contro l’Inter ha lasciato tre gol negli ultimi trentacinque minuti.
Due squadre, due gestioni opposte, e una classifica che dopo tre giornate registra sei punti di differenza.
Allegri, la gestione e quella parola
C’è una frase che due settimane fa era saggia e ieri sera è diventata un problema.
Dopo la sconfitta casalinga con il Como, al Maradona, Allegri predicava calma e ricordava che il campionato è lungo. Aveva ragione: alla seconda giornata nessuno tira conclusioni, e un allenatore che trasmette allarme ad agosto lavora contro se stesso.
Il fatto è che la calma e la gestione sono precisamente il mestiere per cui Allegri è stato preso. Non è l’allenatore del bel gioco e non ha mai finto di esserlo: è l’allenatore che porta una squadra da agosto a maggio senza sbandare, che sa cosa fare quando è avanti, che vince le partite sporche. È il suo curriculum e la sua identità.
Ieri il Napoli era avanti 2-0 a San Siro e ha perso 3-2. Puoi criticare Allegri per molte cose, ma il rimprovero più duro che gli si può fare è che una sua squadra abbia buttato via una partita in quel modo, perché è esattamente il contrario di quello per cui esiste il suo lavoro.
Tre punti in tre giornate. Due sconfitte consecutive, una in casa contro una squadra che due stagioni fa era in Serie B, una a San Siro dopo essere andati sul 2-0. Il Napoli che ha riscattato Hojlund per cinquanta milioni complessivi e ha preso l’allenatore più titolato sul mercato ha lo stesso bottino di chi ha vinto una partita su tre.
Non è una crisi, sono tre giornate. È però il momento in cui la parola calma smette di essere una scelta comunicativa e diventa una richiesta, e a Napoli le richieste hanno una scadenza breve.
Che cosa dice la classifica
In testa ci sono Inter e Roma, entrambe a punteggio pieno con nove punti in tre partite. I nerazzurri campioni in carica hanno vinto tre volte con Chivu, i giallorossi di Gasperini altrettante, di cui due nel finale.
Il Napoli è a tre punti, con la vittoria di Genova all’esordio e due sconfitte di fila.
Tre giornate non fanno una stagione e la classifica di settembre serve solo a chi la vuole usare per litigare. Ma una cosa la dice: le due squadre che stanno in testa sono quelle che nell’ultimo quarto d’ora sanno cosa fare, e non è un caso che siano allenate dai due tecnici che in questo campionato hanno il progetto più definito. Il resto, come sempre, lo seguiamo giornata per giornata.
Domande frequenti
Come è finita Roma-Atalanta?
Roma-Atalanta 2-1. Ederson ha portato avanti l’Atalanta al 47′, poi Hermoso ha pareggiato al 90′ e Soulé ha vinto la partita al 93′.
Come è finita Inter-Napoli?
Inter-Napoli 3-2. Il Napoli era andato sul 2-0 con Politano al 50′ e Hojlund al 53′, poi l’Inter ha ribaltato con Lautaro al 56′, Thuram all’83’ e di nuovo Lautaro in pieno recupero.
Il Napoli ha vinto in rimonta?
No. Il Napoli ha subito la rimonta: era in vantaggio 2-0 a San Siro e ha perso 3-2. La rimonta di giornata è quella della Roma sull’Atalanta.
Quanti punti hanno Inter, Roma e Napoli dopo tre giornate?
Inter e Roma nove punti a punteggio pieno, Napoli tre punti con una vittoria e due sconfitte consecutive.
Chi guida la classifica di Serie A dopo la terza giornata?
Inter e Roma, appaiate a nove punti. Sono le due uniche squadre ancora a punteggio pieno.
Risultati e marcatori sono quelli comunicati a fine gara. Su un paio di minutaggi le fonti divergono di una unità e abbiamo riportato la ricostruzione più diffusa. Le valutazioni sono nostre.















