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La Fiorentina esonera Grosso dopo tre giornate: trentotto operazioni di mercato, e la colpa è dell’allenatore

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Ultimo aggiornamento: 7 settembre 2026.

Nella notte tra sabato e domenica la Fiorentina ha esonerato Fabio Grosso. Tre giornate di campionato, zero punti, un gol fatto e nove subiti: è il primo esonero della Serie A 2026/27, e arriva prima che il campionato abbia finito di presentarsi.

I numeri gli danno torto e non c’è molto da discutere. Ma ce ne sono altri due, che quasi nessuno metterà accanto ai primi, e che raccontano una storia diversa. Il primo: quest’estate la Fiorentina ha fatto trentotto operazioni di mercato, con tredici arrivi e venticinque partenze, superando i centotrenta milioni di euro di spesa. Il secondo: Grosso era stato preso in estate per sostituire Paolo Vanoli, e il nome più caldo per sostituire Grosso è Paolo Vanoli.

Un club che riscrive una rosa intera e poi, dopo tre partite, licenzia l’unica persona che non ha avuto il tempo materiale di costruire niente.

In breve

  • Esonero ufficiale nella notte di sabato: primo cambio di panchina della Serie A 2026/27.
  • Zero punti in tre giornate: 4-0 a Roma, 0-3 in casa col Frosinone nel giorno del centenario, 1-2 in casa col Torino.
  • Un gol fatto, nove subiti.
  • Mercato: 13 arrivi, 25 partenze, 38 operazioni, oltre 130 milioni di spesa e un passivo di circa 38.
  • Il nome più caldo per la panchina è Vanoli, cioè l’allenatore che Grosso aveva sostituito.

I numeri che hanno deciso

La sequenza è di quelle che non lasciano appelli.

Prima giornata, all’Olimpico contro la Roma: 4-0. Seconda giornata, in casa contro il Frosinone neopromosso, nel giorno del centenario del club: 0-3, con il Franchi che copre di fischi la squadra e i giocatori che vanno sotto la curva. Terza giornata, ancora in casa, ancora sconfitta: 1-2 con il Torino, e dalla curva il coro con l’invito a dimettersi.

Sabato Grosso aveva risposto che non si sarebbe dimesso. Poche ore dopo la società ha deciso per lui: la riunione tra dirigenza e proprietà si è chiusa intorno a mezzanotte, e l’annuncio è arrivato subito.

Un gol segnato in tre partite e nove presi. Con questi numeri nessun allenatore al mondo può chiedere tempo, e nessuna curva è tenuta ad avere pazienza. Fin qui, tutto comprensibile.

Trentotto operazioni, e poi la colpa è dell’allenatore

Il punto è quello che c’era intorno a lui.

Questa estate la dirigenza viola ha rivoltato la squadra: tredici acquisti e venticinque cessioni, trentotto movimenti in tutto. Sul fronte dei soldi le ricostruzioni divergono ma vanno tutte nella stessa direzione: oltre 136 milioni per le operazioni già concluse e i prestiti onerosi secondo alcune, centotrenta milioni di investimento secondo altre, con il tetto dei duecento milioni che viene sfondato contando obblighi e riscatti futuri. Il saldo finale è di circa trentotto milioni in passivo, tra centotrenta in uscita e novantadue in entrata.

L’ultimo acquisto, Pedro Goncalves dallo Sporting, è arrivato sulla sirena del primo settembre: prestito oneroso da 2,5 milioni con obbligo condizionato a 22,5. Cioè quarantotto ore prima della partita con il Torino, la terza e ultima di Grosso.

Fermiamoci un attimo su questo dato, perché è tutto il pezzo.

Un allenatore nuovo, arrivato in estate, ha cominciato il campionato con una squadra in cui venticinque giocatori erano andati via e tredici erano appena arrivati, e con il mercato che si chiudeva a campionato già iniziato. La prima giornata l’ha giocata con una rosa incompleta. La terza l’ha giocata due giorni dopo l’ultimo acquisto. In mezzo ha perso anche Moise Kean, che ha forzato la cessione al Como rifiutando di allenarsi.

Poi la società ha guardato i risultati di quel cantiere e ha licenziato il capomastro.

Il paradosso Vanoli

C’è un dettaglio che da solo vale una diagnosi, e non riguarda Grosso.

Fabio Grosso era stato scelto in estate per sostituire Paolo Vanoli. Il nome che oggi circola con più insistenza per prendere il posto di Grosso è Paolo Vanoli. Nel frattempo si parla anche di una soluzione interna dalla Primavera come traghettatore, e nella lista dei candidati compaiono Thiago Motta, Raffaele Palladino e Alberto Gilardino, come sempre in questi casi, con la stessa attendibilità delle liste di settembre.

Se il finale fosse davvero il ritorno di Vanoli, avremmo un club che in dodici mesi ha cambiato allenatore, ha cambiato l’allenatore che aveva cambiato, e ha richiamato quello di prima. Con in mezzo una campagna acquisti da centotrenta milioni costruita da un uomo per un’idea di gioco, e affidata a un altro.

Non è un problema di allenatori. È un problema di chi decide, e di quanto in fretta cambia idea.

Nella nostra guida a questa stagione avevamo scritto che la Fiorentina era da Europa se il mercato l’avesse completata, e che il 4-0 dell’Olimpico non era una condanna ma un avviso. L’avviso è durato quindici giorni.

L’esonero è comprensibile, e non risolve niente

Bisogna essere onesti in entrambe le direzioni, altrimenti si fa il tifo e non l’analisi.

La società ha fatto la cosa razionale. Con centotrenta milioni investiti e una piazza che canta contro l’allenatore alla terza giornata, aspettare fino a novembre significa perdere la stagione e il controllo dell’ambiente. Un dirigente che tiene Grosso per rispetto del progetto rischia di ritrovarsi a dicembre con la squadra a otto punti e nessuna via d’uscita. L’esonero è la mossa che tutti, al suo posto, farebbero.

Solo che non risolve il problema, perché il problema non era in panchina.

La Fiorentina di oggi è una squadra con tredici giocatori nuovi, un’identità da costruire, un centravanti da sostituire dopo l’addio di Kean e trentotto operazioni di mercato da far diventare una squadra. Questo lavoro serviva a settembre, serve ancora adesso, e chiunque arrivi dovrà farlo dieci giorni più tardi di Grosso e con nove gol subiti sulle spalle.

Su questo blog abbiamo scritto più volte che il declino del calcio italiano non ha un colpevole unico. Ecco un capitolo nuovo, e riguarda il tempo: siamo il campionato che spende centinaia di milioni per costruire e poi concede tre partite per vedere se ha funzionato. Nessun progetto sopravvive a questa aritmetica, e infatti in Italia nessun progetto sopravvive.

Un’ultima nota, che c’entra poco con la classifica e molto con il mestiere. L’uomo esonerato dopo tre partite è lo stesso che al 119esimo minuto di una semifinale mondiale ha messo dentro il gol che ha mandato l’Italia in finale, e che a Sassuolo aveva appena chiuso due stagioni molto buone. Non lo dico per commuovere nessuno: lo dico perché il curriculum, in Italia, dura esattamente tre partite.

Il resto del campionato lo seguiamo giornata per giornata.

Domande frequenti

Perché la Fiorentina ha esonerato Fabio Grosso?

Per lo zero in classifica dopo tre giornate: 4-0 con la Roma, 0-3 in casa con il Frosinone nel giorno del centenario del club e 1-2 in casa con il Torino, con un solo gol segnato e nove subiti. La decisione è stata presa nella notte di sabato 5 settembre.

Quanti punti aveva la Fiorentina?

Zero, con la peggiore differenza reti del campionato dopo tre giornate.

Quanto ha speso la Fiorentina sul mercato estivo?

Le ricostruzioni variano: oltre 136 milioni contando le operazioni concluse e i prestiti onerosi, circa 130 milioni di investimento secondo altre fonti, con la soglia dei 200 milioni superata includendo obblighi e riscatti futuri. Il saldo di mercato è di circa 38 milioni in passivo, tra 130 in uscita e 92 in entrata.

Chi allenerà la Fiorentina?

Al momento non c’è ufficialità. Il nome più ricorrente è quello di Paolo Vanoli, cioè l’allenatore che Grosso aveva sostituito in estate, con l’ipotesi di una soluzione interna come traghettatore. Fra i candidati citati dalla stampa compaiono anche Thiago Motta, Raffaele Palladino e Alberto Gilardino.

È il primo esonero della Serie A 2026/27?

Sì. Grosso è il primo allenatore a lasciare la panchina in questo campionato, dopo tre giornate.

I nomi dei possibili successori sono quelli riportati dalla stampa e non hanno carattere ufficiale. Sulle cifre del mercato le fonti divergono e abbiamo indicato l’intervallo con i rispettivi link.

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