Ultimo aggiornamento: 30 agosto 2026.
Al novantatreesimo, con il Maradona che fischiava e la partita ormai andata, Massimiliano Allegri ripeteva ai suoi la stessa cosa che ripete da vent'anni: calma, è lunga.
Ha ragione. È la seconda giornata, il Napoli ha tre punti, e chiunque a fine agosto tiri conclusioni definitive sta facendo un altro mestiere. Il problema è che quella frase, detta al Maradona dopo aver perso in casa contro il Como, non la vuole sentire nessuno.
E c'è un dettaglio che rende la serata più interessante di una normale sconfitta: ventiquattro ore prima, in conferenza stampa, era stato Allegri stesso a spiegare che cosa stava per arrivargli in casa.
In breve
- Napoli-Como 1-2 al Maradona, seconda giornata. Baturina al 17' su assist di Diao, pareggio di Højlund al 30', Douvikas al 34'.
- Il Como sale a 4 punti, il Napoli resta a 3.
- Prima sconfitta stagionale di Allegri, alla sua prima partita casalinga da allenatore del Napoli.
- Alla vigilia Allegri aveva definito il Como "la nuova realtà del calcio italiano".
- Il mercato chiude martedì 1 settembre alle 20.
Che cosa è successo al Maradona
Poco, in termini di suspense. Il Como ha segnato per primo al 17' con Martin Baturina, servito da Diao. Il Napoli ha pareggiato al 30' con Rasmus Højlund, in una delle sue giocate individuali. Quattro minuti dopo Tasos Douvikas ha rimesso avanti gli ospiti, e da lì in poi la partita ha smesso di cambiare.
Un tempo, sostanzialmente. Il Como ha fatto il primo tempo migliore, il Napoli ha avuto un'ora per rimediare e non ci è riuscito, con Allegri che a un certo punto ha protestato per un contatto su Lang in area.
Il resto è aritmetica: il Como va a quattro punti dopo il pareggio all'esordio, il Napoli resta a tre dopo la vittoria di Genova. Non è una crisi, non è un verdetto, ed è esattamente il genere di serata in cui in Italia si scrivono entrambe le cose.
Noi ne scriviamo un'altra.
Il Como non è più una sorpresa, e lo aveva detto Allegri
Ecco la parte che vale la pena isolare, perché è la notizia vera e nessuno la metterà in prima pagina.
Sabato, in conferenza stampa, Allegri ha parlato dell'avversario in termini che nel calcio italiano si usano per i club di prima fascia. Ha detto che il Como ha fatto cose straordinarie ed è la nuova realtà del calcio italiano, per quello che ha ottenuto e per la qualificazione che ha conquistato, aggiungendo che è ben organizzato, ha buona tecnica e che sarebbe servita una buona partita per portare a casa un risultato.
Leggetela di nuovo. Non è la frase di circostanza che un allenatore dedica alla provinciale di turno. È l'analisi con cui ci si prepara a una partita difficile, fatta dall'allenatore campione d'Italia in carica di ruolo e di curriculum, alla vigilia di una gara casalinga contro una squadra che due stagioni fa era in Serie B.
Poi ha perso quella partita, che è la parte meno importante della storia.
Perché il punto di svolta non è la sconfitta: è il momento in cui l'avversario smette di considerarti una sorpresa. Una sorpresa è qualcosa che non hai previsto. Il Como Allegri lo aveva previsto, studiato e temuto pubblicamente, e ha perso lo stesso. Quando succede questo, la parola sorpresa va archiviata: quella squadra è semplicemente forte.
I numeri stanno dalla stessa parte. Il Como ha speso circa 127 milioni in una sola estate, più di qualunque altro club italiano, con una dirigenza che ha dichiarato pubblicamente di essere pronta a pagare l'eventuale multa per il fair play finanziario. Gioca la sua prima Champions League. E questa settimana ha convinto Moise Kean, centravanti della nazionale sotto contratto con la Fiorentina fino al 2029, a forzare la cessione per venire a giocare sul lago.
Nella nostra guida a questa stagione, tre settimane fa, avevamo scritto che il Como non era più una sorpresa ma una candidata. Non ci voleva un veggente: bastava guardare i bonifici.
"Calma, è lunga" è la frase giusta, e nessuno la vuole sentire
Torniamo al novantatreesimo, perché quella frase merita di essere presa sul serio invece che sfottuta.
Allegri ha ragione, tecnicamente e statisticamente. Dopo due giornate il Napoli ha tre punti, ha vinto a Genova e perso in casa con una squadra da Champions League. Nessun campionato si è mai deciso il 30 agosto, e un allenatore che a fine agosto trasmette allarme alla propria squadra sta lavorando contro se stesso. La calma, in quel momento, è letteralmente il suo mestiere.
Il problema è dove l'ha detta.
Al Maradona la calma non è una virtù riconosciuta, è un'ammissione. È la parola che si usa quando si ha in mente un orizzonte diverso da quello del pubblico che sta fischiando, e Napoli, dopo aver riscattato Højlund per cinquanta milioni complessivi e aver preso l'allenatore più titolato disponibile sul mercato, non ha comprato un progetto triennale: ha comprato l'idea di vincere adesso.
Qui sta la frizione che accompagnerà tutta la stagione. Allegri è, tra gli allenatori italiani, quello che meglio di chiunque altro sa portare una squadra da agosto a maggio senza bruciarla. È anche quello che chiede al proprio ambiente la pazienza che l'ambiente non gli concede quasi mai. A Napoli, dove l'ultima cosa che si è vista è stato uno scudetto, questa distanza si misurerà a ogni sconfitta.
"Calma, è lunga" è la frase giusta. È anche la frase che, ripetuta troppe volte, diventa un'altra cosa: diventa la spiegazione di perché non si vince oggi.
Che cosa cambia per il Napoli
Poco stasera, molto da qui a un mese.
Il Napoli ha giocato con un attaccante che ha segnato, il che non è un dettaglio da poco visto che l'anno scorso quel reparto era il problema. Ha perso una partita in cui l'avversario è stato più efficace nella mezz'ora centrale. Ha tre punti, il mercato aperto fino a martedì alle 20 e l'Inter all'orizzonte nel prossimo turno.
Il calendario, per una volta, dice qualcosa: tra sette giorni si capirà se questa serata era un incidente o un'indicazione. E il mercato dirà se la rosa che Allegri ha definito competitiva alla vigilia lo è davvero, o se martedì sera qualcosa mancherà ancora.
Per il Como, invece, non c'è niente da capire. Ha vinto al Maradona, è a quattro punti, gioca la Champions e sta comprando i centravanti della nazionale. Il resto del campionato può continuare a chiamarlo sorpresa, se questo aiuta a dormire.
Tutte le altre partite di giornata sono nella sezione Serie A.
Domande frequenti
Come è finita Napoli-Como?
Napoli-Como 1-2, domenica 30 agosto 2026 allo stadio Diego Armando Maradona, seconda giornata di Serie A.
Chi ha segnato in Napoli-Como?
Martin Baturina per il Como al 17' su assist di Diao, Rasmus Højlund per il Napoli al 30', Tasos Douvikas per il Como al 34'.
Quanti punti ha il Como dopo due giornate?
Quattro, frutto del pareggio all'esordio con l'Udinese e della vittoria di Napoli. Il Napoli resta a tre punti dopo la vittoria di Genova alla prima giornata.
Perché il Como è diventato così competitivo?
Per gli investimenti della proprietà: circa 127 milioni spesi in una sola sessione di mercato, la prima qualificazione in Champions League della sua storia e una dirigenza che ha dichiarato di essere disposta a pagare l'eventuale sanzione per il fair play finanziario.
Che cosa aveva detto Allegri sul Como prima della partita?
Lo aveva definito la nuova realtà del calcio italiano, sottolineando quello che il club ha ottenuto, la qualificazione conquistata, l'organizzazione e la tecnica della squadra.
I marcatori e il risultato sono quelli comunicati a fine gara. Le dichiarazioni di Allegri riportate tra virgolette sono quelle rese nella conferenza stampa della vigilia e linkate alla fonte. La pagina viene aggiornata se emergono elementi rilevanti dalle interviste del dopo partita.















