Follow us

Chi fischierà la Serie A 2026/27: tutto quello che sappiamo sull’inchiesta arbitri

Gianluca Rocchi in campo mentre segnala una decisione arbitrale durante una partita di calcio

Ultimo aggiornamento: 6 agosto 2026.

La Serie A 2026/27 riparte il weekend del 23 agosto con un designatore arbitrale nuovo e una vicenda giudiziaria che non è finita come si pensava ad aprile. A guidare gli arbitri di Serie A e Serie B non c'è più Gianluca Rocchi ma Daniele Orsato, nominato il 7 luglio. Sul fronte penale la Procura di Milano ha chiesto l'archiviazione per Rocchi e per l'Inter il 15 luglio, mentre un secondo filone e l'intera partita della giustizia sportiva restano aperti.

Questa pagina mette in fila che cosa è successo, in ordine, e viene aggiornata a ogni sviluppo.

In breve

  1. Il 25 aprile 2026 si scopre che il designatore Gianluca Rocchi è indagato per concorso in frode sportiva dalla Procura di Milano. Si autosospende il giorno dopo.
  2. Al suo posto arriva prima Dino Tommasi ad interim, poi dal 7 luglio 2026 Daniele Orsato, con un mandato di due stagioni.
  3. L'indagine ruota attorno a quattro designazioni arbitrali della stagione 2024/25, tutte relative a partite dell'Inter.
  4. Il 15 luglio 2026 la Procura chiede l'archiviazione per Rocchi e per l'Inter: singoli episodi di interferenza sì, sistema strutturato no. È una richiesta, decide la gip.
  5. Restano aperti il filone sulla sala VAR, trasmesso alla Procura di Monza, e il fascicolo della giustizia sportiva, con gli atti già in mano alla Procura Federale della FIGC e al CONI.

Chi designa gli arbitri della Serie A 2026/27?

Daniele Orsato, dal 7 luglio 2026. La nomina è stata ratificata dal Comitato Nazionale dell'AIA su indicazione del nuovo direttore tecnico Domenico Messina, con un mandato di due stagioni sportive.

Il curriculum pesa: diciotto anni di Serie A da arbitro e la reputazione di uno dei fischietti italiani più apprezzati anche a livello internazionale. Arrivava da una stagione da designatore in Serie C, quindi il salto è netto ma non improvvisato. Con lui nella commissione CAN di Serie A e Serie B lavorano Luca Banti, Gabriele Gava e Danilo Giannoccaro, mentre Ciro Carbone e Alessandro Giallatini seguono gli assistenti.

Nel mezzo c'era stata la gestione di Dino Tommasi, designatore ad interim dal 27 aprile, cioè dal giorno dopo l'autosospensione di Rocchi. Una toppa per chiudere la stagione, non una soluzione.

Vale la pena ricordare che cosa fa davvero un designatore, perché è il cuore della vicenda: decide quale arbitro dirige quale partita, giornata per giornata, e quale squadra di VAR lo assiste. Non è un ruolo burocratico. È il potere più concreto che esista dentro il calcio italiano dopo quello di chi compila il calendario.

Che cosa contestava la Procura di Milano?

L'inchiesta, coordinata dal pm Maurizio Ascione con l'aggiunto Paolo Ielo, ha riguardato quattro designazioni arbitrali della stagione 2024/25, tutte su partite dell'Inter. Secondo la ricostruzione dei magistrati, basata su intercettazioni e testimonianze, Rocchi avrebbe effettuato verifiche preventive sulle preferenze del club rispetto ad alcuni arbitri.

Le quattro gare, come riportato da ANSA:

PartitaDataArbitro designato
Bologna-Inter20 aprile 2025Andrea Colombo
Inter-Milan, semifinale di Coppa Italia23 aprile 2025Daniele Doveri
Torino-Inter26 aprile 2025Maurizio Mariani
Inter-Verona3 maggio 2025Gianluca Manganiello

L'accusa formulata ad aprile era concorso in frode sportiva, e coinvolgeva cinque persone del mondo arbitrale: oltre a Rocchi, l'ex supervisore VAR Andrea Gervasoni, l'assistente Daniele Paterna e gli addetti alla sala VAR Rodolfo Di Vuolo e Luigi Nasca. La difesa di Rocchi ha sempre sostenuto che il designatore può intrattenere rapporti e comunicazioni con chiunque, purché non ne derivi un vantaggio sportivo, e che agisce comunque con poteri autonomi.

Perché la Procura ha chiesto l'archiviazione?

Perché, secondo i pm, l'interferenza c'è stata ma non basta a fare un reato. È una distinzione tecnica che vale la pena leggere per intero, perché è esattamente il punto su cui si dividerà il dibattito da qui a maggio.

I magistrati hanno riconosciuto singoli episodi di interferenza sulle nomine, ma non un sistema strutturato costruito per pilotarle. E la giurisprudenza sulla frode sportiva richiede condotte fraudolente astrattamente idonee a incidere sulla regolarità della gara: secondo il procuratore Marcello Viola, le interferenze riscontrate erano oggettivamente prive di quella idoneità. Tradotto: si è parlato di arbitri con chi non avrebbe dovuto, ma nessuna partita risulta truccata.

Due precisazioni, perché nella fretta di luglio si sono perse.

La prima: l'archiviazione è stata chiesta, non decisa. La parola finale sulla posizione di Rocchi spetta alla gip Giulia Marozzi, e sull'archiviazione dell'Inter, società iscritta nel registro degli indagati e archiviata praticamente in contemporanea, vigila la Procura generale.

La seconda: archiviare non significa dire che non è successo nulla. Significa dire che quello che è successo non è penalmente rilevante. Sono due frasi diverse, e in questa vicenda la differenza vale una stagione intera.

Che cosa resta aperto dopo l'archiviazione?

Due cose, entrambe pesanti.

C'è il filone sul VAR. Le cosiddette bussate alla sala di Lissone, cioè le presunte pressioni esercitate sugli addetti durante le partite, sono state trasmesse per competenza territoriale alla Procura di Monza. Quel fascicolo non è chiuso, e riguarda quello che accade mentre si gioca, non i giorni precedenti.

E c'è la giustizia sportiva. Tutti gli atti sono stati trasmessi alla Procura Federale della FIGC guidata da Giuseppe Chiné e alla Procura Generale dello Sport del CONI. Qui il metro di giudizio cambia radicalmente. Il codice di giustizia sportiva non richiede la prova di una frode: sanziona anche la violazione dei doveri di lealtà, correttezza e probità, e lo fa con uno standard probatorio più morbido di quello penale. Una condotta che per un tribunale ordinario non è reato può benissimo essere un illecito disciplinare.

Nessuno, oggi, può dire come finirà né quando. Chi promette una data lo sta inventando.

È un nuovo Calciopoli?

No. E chi ha passato l'estate a scriverlo ha confuso il rumore con la sostanza.

Calciopoli era un sistema: una rete stabile di rapporti tra dirigenti e designatori, con una continuità nel tempo e un disegno riconoscibile. Qui i magistrati che hanno indagato per mesi, con intercettazioni e audizioni, scrivono l'esatto contrario, e cioè che quel sistema non c'era. È un dato che va preso sul serio anche da chi sperava nel contrario.

E però.

C'è un punto in cui questa storia somiglia molto a quella di vent'anni fa, ed è il punto che nessuno vuole guardare. Il problema non era che qualcuno telefonasse, era che qualcuno potesse telefonare. Che l'architettura permettesse a un club di far sapere quale arbitro gradisse, e a un designatore di venirlo a sapere. Calciopoli non nacque perché gli italiani sono disonesti, nacque perché il sistema delle designazioni era opaco e nessuno lo aveva reso verificabile. Vent'anni dopo la Procura di Milano ci dice che l'opacità è ancora lì, solo con meno malizia dentro.

Su questo blog ne scrivevamo a maggio, quando la vicenda era appena esplosa. L'archiviazione non smentisce quel pezzo: gli dà ragione sulla diagnosi e torto sulla prognosi. Il problema non era criminale ma strutturale, il che è una notizia peggiore. I reati si processano, le strutture si riformano solo se qualcuno decide di farlo.

Chi frequenta questo blog sa che il declino del calcio italiano non si spiega con un capro espiatorio alla volta. Vale anche qui.

Che cosa cambia in campo dal 23 agosto?

Meno di quanto la portata della vicenda lascerebbe immaginare.

Cambia il nome sulla porta: le designazioni le firma Orsato. Cambia la catena di comando tecnica, con Messina direttore tecnico e una commissione nuova. Cambia, prevedibilmente, il clima: un designatore appena arrivato, con un'inchiesta alle spalle e la Procura Federale che legge le carte, ha tutto l'interesse a essere trasparente fino alla noia.

Il meccanismo con cui le designazioni vengono decise e rese pubbliche, invece, resta quello di prima. Non è stato annunciato alcun sorteggio, nessuna pubblicazione anticipata dei criteri, nessun organismo terzo di controllo. È cambiato il pilota, non il cruscotto.

Il banco di prova arriverà al primo episodio contestato di settembre, quando un rigore dubbio riaprirà tutto e ci accorgeremo se abbiamo imparato qualcosa. Su questo blog ne abbiamo raccontati parecchi, dal rigore su Locatelli in Juve-Sassuolo al contatto Nico Paz-Bonny in Como-Inter, fino al rigore di Senegal-Marocco in Coppa d'Africa. E poi c'è il capitolo simulazioni, esploso con il rosso a Kalulu in Inter-Juve, proseguito con la squalifica e il caso Bastoni e con quello che le simulazioni dicono del nostro calcio.

Ogni volta la discussione è finita nello stesso posto: sull'arbitro. Mai una volta su chi lo ha mandato lì.

Domande frequenti

Chi è il designatore degli arbitri di Serie A nel 2026/27?

Daniele Orsato, nominato il 7 luglio 2026 con un mandato di due stagioni. Ha sostituito Gianluca Rocchi, autosospeso ad aprile, dopo il periodo ad interim di Dino Tommasi.

Rocchi è stato assolto?

No, e la parola assoluzione non c'entra. Il 15 luglio 2026 la Procura di Milano ha chiesto l'archiviazione della sua posizione sul filone delle designazioni, ritenendo che non ci fossero gli estremi del reato di frode sportiva. La decisione spetta alla gip. Restano inoltre aperti il filone sulla sala VAR e la valutazione della giustizia sportiva.

L'Inter rischia ancora qualcosa?

Sul piano penale la Procura ha chiesto l'archiviazione anche per la società. Sul piano sportivo la valutazione è appena cominciata: gli atti sono alla Procura Federale della FIGC e alla Procura Generale dello Sport del CONI, che applicano regole e standard di prova diversi da quelli penali. Non ci sono al momento capi di incolpazione formulati né tempi noti.

Quali partite erano finite sotto esame?

Quattro, tutte della stagione 2024/25: Bologna-Inter del 20 aprile 2025, la semifinale di Coppa Italia Inter-Milan del 23 aprile, Torino-Inter del 26 aprile e Inter-Verona del 3 maggio.

Quando inizia la Serie A 2026/27?

Il weekend del 23 agosto 2026. La stagione si chiude il 30 maggio 2027, con tre soste per le nazionali e due turni infrasettimanali il 28 ottobre e il 6 gennaio, secondo il calendario ufficiale della Lega Serie A.

La timeline, in ordine

  • 25 aprile 2026. Emerge che Gianluca Rocchi è indagato per concorso in frode sportiva.
  • 26 aprile 2026. Rocchi si autosospende dall'incarico di designatore.
  • 27 aprile 2026. Dino Tommasi assume la designazione ad interim per Serie A e Serie B.
  • 12 maggio 2026. La Procura ascolta il responsabile dell'ufficio legale della FIGC sul funzionamento normativo dell'AIA.
  • 7 luglio 2026. Daniele Orsato viene nominato designatore di Serie A e Serie B per due stagioni.
  • 15 luglio 2026. La Procura di Milano chiede l'archiviazione per Rocchi e per l'Inter. Gli atti vanno alla Procura Federale FIGC e al CONI, il filone sulla sala VAR di Lissone alla Procura di Monza.
  • 23 agosto 2026. Comincia la Serie A 2026/27.

Questo articolo riporta contestazioni, richieste e atti di indagine, non sentenze. Nessuna delle persone citate è stata condannata e per tutte vale la presunzione di innocenza. La pagina viene aggiornata a ogni sviluppo giudiziario o sportivo rilevante.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *