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Cobolli agli US Open: “Sono un guerriero”, e in cinque giorni lo ha dimostrato due volte

Flavio Cobolli in campo durante gli US Open 2026

Aggiornato al 3 settembre 2026, con il quinto giorno di torneo in chiusura a New York.

Dopo la rimonta del primo turno, Flavio Cobolli si è definito un guerriero. È il genere di frase che a un tennista italiano viene perdonata solo se poi la conferma, e in cinque giorni lui l'ha confermata due volte.

Due partite, due volte in svantaggio, due volte rimesse in piedi. Nel frattempo, attorno a lui, il tennis italiano si è sgretolato quasi tutto: Musetti tradito dal fisico, Berrettini fermato dall'uomo che aveva appena eliminato Djokovic, Bellucci travolto da Fritz con due game raccolti in tre set.

Cobolli non è l'unico italiano rimasto, e va detto subito perché in queste ore si legge il contrario: ci sono ancora anche Luciano Darderi e Jasmine Paolini, entrambi al terzo turno. Ma è quello che porta il peso più grande, perché è la quinta testa di serie ed è il numero uno d'Italia in un torneo in cui il numero uno d'Italia, quello vero, non c'è.

In breve

  • Cobolli, quinta testa di serie, ha vinto due partite partendo sotto: 4 ore e 12 con Comesaña da 0-2, poi il primo set lasciato anche a Schoolkate.
  • Ancora in gara: Cobolli, Darderi e Paolini, tutti al terzo turno.
  • Eliminati: Musetti, Berrettini, Bellucci, Arnaldi, Cinà, Cocciaretto, Stefanini, Guerrieri, Passaro.
  • Sinner assente per il ginocchio destro: primo Slam saltato dal 2019.
  • Alcaraz avanza cedendo un set a Faria. Djokovic fuori al primo turno, battuto da Navone.

Due partite, due volte in salita

La prima è già entrata nella piccola mitologia di questo torneo. Contro l'argentino Francisco Comesaña, sotto il tetto chiuso del Louis Armstrong per la pioggia di New York, Cobolli ha perso i primi due set 3-6 e 2-6 e ha vinto i tre successivi 6-3, 6-4, 6-4. Quattro ore e dodici minuti, prima rimonta da zero a due della sua carriera. È lì che, a caldo, ha detto di essere un guerriero.

La seconda, contro l'australiano Tristan Schoolkate, è stata meno epica e più istruttiva. Primo set perso di nuovo, poi la partita raddrizzata, con un paio di momenti di tensione anche con l'arbitro. Non una passeggiata: un lavoro.

Ed è questa la parte che merita attenzione, più della retorica del guerriero. Perché il talento di Cobolli si è visto per anni, mentre la capacità di restare in partita quando la partita non gli piace è nuova. È esattamente la cosa che divide i giocatori bravi dai giocatori che vanno lontano negli Slam, dove non conta come giochi il tuo tennis migliore, conta cosa combini nelle due ore in cui non ce l'hai.

Chi lo seguiva già quando ha vinto l'ATP 500 di Acapulco sa che il salto era nell'aria. Quello che si sta vedendo a New York è la parte meno spettacolare e più solida del salto.

Che cosa è rimasto dell'Italia

Dieci italiani nel tabellone maschile, tre nel femminile. Al quinto giorno la conta è pesante.

Lorenzo Musetti è uscito al secondo turno contro l'australiano Dane Sweeny, numero 123 del mondo, in quattro set. Il punteggio conta meno del contesto: Musetti si è fermato per problemi fisici, giramenti di testa e niente energie, in un torneo che era una delle sue occasioni migliori dell'anno. Non ha mollato, ha semplicemente finito la benzina.

Matteo Berrettini aveva vinto bene all'esordio contro Wawrinka, poi al secondo turno ha trovato Mariano Navone e ha perso 3-6, 6-3, 6-4, 7-6(4). Va detto chi è l'argentino, perché cambia il giudizio: è quello che al primo turno aveva mandato a casa Novak Djokovic in cinque set, dopo quattro ore e trentasei minuti sull'Arthur Ashe. Berrettini non è caduto contro un signor nessuno, è caduto contro il giustiziere del torneo.

Mattia Bellucci ha incontrato Taylor Fritz nel giorno sbagliato: 6-0, 6-1, 6-1, due game in tutto. Capita, e capita a tutti, ma resta la sconfitta più dura della spedizione.

Prima di loro erano già usciti Matteo Arnaldi, battuto dall'australiano Duckworth, e Federico Cinà, arrivato dalle qualificazioni e fermato da Michelsen. Fuori anche Francesco Passaro e Andrea Guerrieri, gli altri due qualificati. Nel femminile Elisabetta Cocciaretto ha ceduto 6-3, 6-2 a Siniakova, e Lucrezia Stefanini è uscita nel derby con Paolini, persa 6-4, 6-1.

Restano in tre. Cobolli, Darderi, che ha superato Svrcina in quattro set in un match sporco, e Paolini, che dopo il derby è al terzo turno. Su tredici partenti, tre al terzo turno non è un disastro. Non è nemmeno la settimana che l'Italia sognava.

Il tabellone di Alcaraz, e il vuoto lasciato da Sinner

Dall'altra parte del torneo, lo spagnolo sta facendo quello che fanno i campioni quando il tabellone si apre: vince senza brillare e va avanti.

Al secondo turno ha battuto il portoghese Jaime Faria 4-6, 6-0, 6-3, 6-2: primo set lasciato, secondo vinto senza concedere un game, poi due set di gestione. Al terzo turno trova il cinese Yibing Wu.

Il contesto glielo ha regalato il caso. Sinner ha dato forfait per il ginocchio destro, primo Slam che salta dal 2019, e Djokovic è uscito al primo turno per la prima volta in vent'anni. Alcaraz difende il titolo in un torneo in cui i suoi due rivali storici sono spariti prima del terzo turno, uno senza mai scendere in campo.

Curiosità che vale una riflessione: nonostante l'assenza, Sinner resterà numero uno del mondo anche a torneo finito, perché il margine accumulato nella prima parte di stagione, quello costruito con la striscia di Masters 1000, è fuori portata. Alcaraz può vincere lo Slam e restare secondo. È il paradosso più eloquente di questi US Open.

Perché questo Cobolli è diverso

Non per il ranking, che ci arriverà o non ci arriverà. Per il modo in cui perde i set.

Fino a un anno fa un Cobolli sotto di due set contro un giocatore fuori dai cinquanta era un Cobolli che usciva dal torneo, magari dopo aver giocato dei colpi splendidi. A New York ha vinto la prima rimonta da 0-2 della sua carriera e quattro giorni dopo ha rimesso in piedi un'altra partita partita male. Due volte in cinque giorni non è un caso: è un cambio di categoria mentale.

Il tennis italiano ha passato quattro anni ad abituarsi al fatto che gli Slam li tenesse in piedi un uomo solo, e in quei quattro anni ha smesso di guardare cosa succedeva un metro più sotto. Adesso che l'uomo solo è a casa con il ginocchio, un ventiquattrenne romano di seconda generazione tennistica sta dimostrando che si può reggere una seconda settimana anche giocando male per due set.

Non è Sinner. Non deve esserlo. Deve solo essere quello che sta facendo, e in un torneo senza il migliore basta e avanza.

Il terzo turno è la sua prossima frontiera. Tutto il tennis lo raccontiamo nella nostra sezione dedicata.

Domande frequenti

Cobolli è l'unico italiano rimasto agli US Open 2026?

No. Al 3 settembre sono ancora in gara anche Luciano Darderi, al terzo turno del tabellone maschile, e Jasmine Paolini, al terzo turno del femminile. Cobolli è però il meglio piazzato, quinta testa di serie del torneo.

Come ha vinto Cobolli al primo turno?

Battendo Francisco Comesaña 3-6, 2-6, 6-3, 6-4, 6-4 in quattro ore e dodici minuti, con la prima rimonta da due set di svantaggio della sua carriera.

Quali italiani sono stati eliminati?

Al secondo turno Musetti, Berrettini e Bellucci. Al primo turno Arnaldi, Cinà, Passaro, Guerrieri e Cocciaretto. Stefanini è uscita nel derby con Paolini.

Come sta andando Alcaraz?

È al terzo turno dopo aver battuto Jaime Faria 4-6, 6-0, 6-3, 6-2. Affronterà il cinese Yibing Wu. Difende il titolo in un torneo senza Sinner e con Djokovic eliminato al primo turno.

Perché Sinner non gioca?

Per un problema al ginocchio destro che lo aveva già costretto a saltare Montreal e Cincinnati. È il primo torneo del Grande Slam che salta dal 2019, e resta comunque numero uno del mondo.

Risultati aggiornati alla sera italiana del 3 settembre 2026, con alcune partite del quinto giorno ancora in corso negli Stati Uniti. Del match di Cobolli contro Schoolkate riportiamo l'esito e non il punteggio completo, non confermato al momento della pubblicazione.

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