L’Italia vince 2-0 contro l’Irlanda del Nord, ma lo fa senza convincere davvero. Una partita risolta solo nella ripresa, dopo un primo tempo deludente contro un avversario decisamente modesto. Tre punti importanti, ma che non cancellano le sensazioni negative.
Primo tempo: sterile e senza idee
La Nazionale parte con il controllo del gioco, ma è un possesso lento, prevedibile, mai realmente pericoloso.
Contro una squadra chiusa e inferiore tecnicamente, l’Italia non trova soluzioni. Zero gol, poche occasioni e la sensazione costante di una manovra piatta.
Un primo tempo che riassume bene il momento del calcio italiano: tanto giro palla, poca incisività.
La sblocca Tonali, chiude Kean

Nella ripresa qualcosa cambia, più per inerzia che per reale qualità.
A sbloccare la partita è Sandro Tonali, che al 56’ trova il gol che rompe l’equilibrio. Nel finale arriva anche il raddoppio di Moise Kean all’80’, che chiude definitivamente i conti.
Risultato al sicuro, ma prestazione che continua a lasciare più dubbi che certezze.
Il problema non è solo questa partita.
L’Italia continua a proporre un calcio poco dinamico, con pochi strappi e pochissima creatività negli ultimi metri. Un gioco che fatica a entusiasmare e che contro squadre più attrezzate rischia di diventare un limite serio.
Gli uomini sono questi
Non è un caso che alcuni dei giocatori più interessanti rendano al meglio fuori dall’Italia.
Ancora Sandro Tonali, ma anche Riccardo Calafiori, sono esempi di come il contesto internazionale riesca spesso a valorizzare meglio il talento.
Va detto chiaramente: il livello della rosa è questo.
Non ci sono fuoriclasse in grado di accendere la partita da soli. Proprio per questo servirebbe un’idea di gioco più moderna, più coraggiosa, meno prevedibile.
Ora la Bosnia
Il prossimo ostacolo sarà la Bosnia-Erzegovina.
Una sfida che alzerà inevitabilmente il livello e in cui servirà un’Italia diversa.
Incrociare le dita può bastare per una sera.
Per il futuro, decisamente no.















