Follow us

Italia-Brasile 3-2, Spagna ’82: il giorno in cui nacque Pablito

Il 5 luglio 1982 non fu solo un quarto di finale dei Mondiali. Fu il pomeriggio in cui un’intera generazione italiana scoprì di poter battere il Brasile più forte di sempre. Italia-Brasile 3-2, tripletta di Paolo Rossi e un Paese intero incollato davanti alla tv: così nacque il mito di Pablito.

Italia contro Brasile ai Mondiali 1982, partita finita 3-2 con tripletta di Paolo Rossi

Il primo ricordo dello sport che ho, e ce l’ho ben stampato nella mente, è il quarto di finale dei mondiali Spagna 82, avevo 13 anni e si stava per giocare un Italia Brasile che solo chi l’ha vissuta direttamente può capirne l’emozione.

Era pomeriggio. Estate appena entrata. C’era il sole e avevamo deciso di guardarla tutti a casa quella partita cosi alle 17.15 di quel 5 luglio 1982, il cuore cominciò a battere più forte.

Al Sarrià di Barcellona stava per cominciare Italia-Brasile. Un quarto di finale indimenticabile.

Non tutti avevano ancora il televisore a colori. La RAI comincio a trasmettere a colori solo nel 1977. Si distingueva l’Italia dal Brasile da un grigio scuro, quello delle maglie azzurre e un grigio chiaro, quello del Brasile.

La terna arbitrale, prima non c’era il quarto uomo, era sempre vestita rigorosamente di nero.

Il Brasile favorito di Tele Santana

Pensavamo di perdere perché quel Brasile era davvero forte e noi venivamo da un inizio di mondiale non proprio brillante.

Insomma, loro avevano Zico, Socrates, Junior, avevano Falcao, Eder famoso anche per i suoi goal olimpici.

Tutti giocatori insomma, che i miei coetanei ricordano ancora benissimo. Gente per cui il pallone era un appendice del loro corpo.

Si, vero, noi avevamo Zoff, il grande Dino Zoff, avevamo la difesa quasi tutta bianconera, con Cabrini e Gentile, che nella partita precedente aveva quasi annientato niente poco di meno che Maradona.

La formazione dell’Italia prima della sfida contro il Brasile ai Mondiali di Spagna 1982

Poi avevamo Collovati e Scirea. Gaetano Scirea forse il calciatore più educato e corretto di tutto il calcio italiano e non solo.

Oriali, “una vita da mediano” e poi avevamo Bruno Conti, uno dei piedi mancini più belli da vedere della storia del calcio italiano.

A centrocampo, oltre a Conti, c’era Tardelli, il fluidificante Tardelli che buttava palloni per il cervello della squadra Antognoni e per le punte: Ciccio Graziani e il piccolo Rossi, Paolo Rossi.

Nessuno avrebbe mai pensato di poter annoverare e venerare Paolo Rossi nel modo in cui verrà ricordato dopo quella partita.

Perché Italia-Brasile 1982 è la partita più iconica del calcio italiano

Infatti dopo appena 5 minuti dal fischio d’inizio, le 32 milioni di sedie incollate davanti al televisore, uno degli eventi sportivi più seguiti di sempre in Italia, quasi non esultavano nemmeno, quasi nemmeno si muovevano per l’incredulità che quello schermo stava trasmettendo.

Un lungo cross di Cabrini pescò la testa del giocatore tra i più bassi della partita che infilò la palla alle spalle di Valdir Peres.

Quelle scene che ti appassionano allo sport e che si stampano nella mente per sempre. Un po’ come il sentimento collettivo che abbiamo rivissuto anche durante le recenti Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, quando l’Italia è tornata a emozionare milioni di tifosi davanti allo schermo.

Proprio Lui, Paolo Rossi che da quel momento sarebbe rimasto per sempre e per tutti… Pablito!

Paolo Rossi esulta con le braccia alzate durante Italia-Brasile 3-2 del 5 luglio 1982 ai Mondiali di Spagna

Quella partita fu una montagna russa di palpitazioni. Un gioco pirotecnico di emozioni. Un botta e risposta continua e incessante.

Pablito segnava e il Brasile pareggiava. Il Brasile pareggiava? E Pablito ci riportava in vantaggio. Ancora 2 a 1.

Ma il Brasile era forte davvero e paraggiava ancora, 2 a 2 ma Pablito quel giorno, nell’arena di Barcellona, era il torero che avrebbe sconfitto qualsiasi toro.

Uno, cinque tori, 10 tori… 11 tori brasiliani non poterono nulla contro Pablito.

La tripletta che cambiò la carriera di Paolo Rossi

Prima pagina del 6 luglio 1982 che celebra Italia-Brasile 3-2 e la tripletta di Paolo Rossi

Rifilò 3 goal alla squadra favorita per il titolo.

Tutti in quella partita scavarono chissà dove per trovare forze che non sapevano nemmeno di avere.

Zoff con i suoi miracoli, Gentile con lo strappo della maglietta di Zico e… e Pablito con la tripletta che ci aprì le porte per la vittoria finale.

La voce indimenticabile di Nando Martellini fece da cornice perfetta alle due pipe indimenticabili ormai di quel Mundial, quella del Presidente Pertini e quella del mister Enzo Bearzot.

Dopo il Brasile battemmo la Polonia in semifinale 2 a 0 ancora con una doppietta di Pablito e poi 3 a 1 la Germania in finale ma il 1982, per quelli della mia età, rimarrà per sempre l’anno dei mondiali e l’anno di Italia Brasile 3 a 2.

Se oggi il calcio italiano discute ancora di etica sportiva e comportamenti in campo, come abbiamo analizzato nel nostro approfondimento sulle simulazioni in Serie A, è anche perché partite come Italia-Brasile 1982 rappresentano un modello di spirito competitivo diverso.

Tutti i nostri approfondimenti sul calcio italiano sono disponibili nella sezione dedicata alla Serie A e alla storia azzurra.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *