Il VAR doveva eliminare i dubbi. Invece, li ha solo resi più sofisticati.
Succede ancora allo Stadium, nel finale di Juventus-Sassuolo. Un episodio che, rivisto e rallentato, cambia tutto: rigore per la Juve.
Ma la domanda resta la stessa di sempre: è davvero calcio questo?
Il tocco di mano è minimo, quasi impercettibile. Il braccio c’è, sì, ma non è un gesto evidente, né plateale. Eppure basta. Basta oggi per assegnare un rigore che può decidere una partita.
Il rigore dubbio concesso alla Juve contro il Sassuolo riapre il dibattito sul VAR e sui falli di mano in area.

Poi succede l’imprevisto: Locatelli prende il pallone… e sbaglia.
E allora abbiamo fatto quello che si fa da sempre: ne abbiamo parlato. In quattro.
🗣️ Il nostalgico
“Questo non è rigore, punto.”
Una volta questi episodi nemmeno si discutevano. Il pallone colpisce il braccio, sì, ma in modo naturale, senza volontà, senza ampliamento evidente del corpo.
Oggi invece ogni contatto diventa un caso da laboratorio. Si rallenta, si ingrandisce, si isola il frame perfetto.
“Il calcio vero non è questo. Questo è un altro sport.”
🧠 Il tattico
“Il problema non è il VAR, sono le regole.”
Il regolamento oggi punisce il tocco di mano anche quando è marginale, se il braccio non è perfettamente aderente.
E qui sta il nodo:
il difensore è in area
il braccio è leggermente aperto
il pallone lo colpisce
Da protocollo, il VAR richiama. E l’arbitro concede.
“È una decisione coerente con le regole. Il problema è che forse sono le regole ad essere sbagliate.”
🔥 Il polemico
“Questo è un rigore inventato.”
Il calcio sta diventando una sequenza di episodi artificiali. Non c’è più interpretazione, non c’è più buon senso.
Un tocco così leggero non può valere quanto un fallo netto. E invece oggi sì: stesso peso, stessa punizione.
“È così che si falsano le partite. Non con gli errori, ma con le regole.”
⚖️ Il moderato
“Rigore discutibile, ma il vero errore è dopo.”
Il punto non è solo il rigore. È tutto quello che succede dopo.
Locatelli si prende la responsabilità. Chiede il pallone. Decide lui.
E sbaglia.
“Se segna, oggi staremmo parlando di freddezza e personalità. Ma il calcio è spietato: contano i risultati.”
🎯 Il verdetto
Il rigore c’è per regolamento. Ma è proprio questo il problema.
Perché quando un episodio quasi invisibile decide una partita, forse il calcio deve fermarsi e farsi una domanda: stiamo punendo un fallo o stiamo applicando un algoritmo?
Il VAR doveva aiutare gli arbitri. Oggi, troppo spesso, li sostituisce.
E intanto, tra un replay e l’altro, il dubbio resta. Sempre.









